QUESTIONI DI STILE | Mistero Buffo

Data

08 Mag 2026
Passato

Ora

8:30 pm - 9:30 pm

Luogo

Sala M2 - Teatro Massimo
Cagliari

di Dario Fo e Franca Rame
un progetto di Elisa Pistis
una produzione Teatro Insonne
con il patrocinio della Fondazione Fo/Rame

Un corpo solo in scena per dare voce, oggi, a un’urgenza antica: raccontare il potere, l’ingiustizia e la ribellione attraverso “Mistero Buffo” di Dario Fo e Franca Rame, nella versione di Elisa Pistis.

Elisa Pistis in ‘Mistero Buffo’ di Dario Fo e Franca Rame

Il “Mistero Buffo” di Elisa Pistis non vuole essere ovviamente una copia del lavoro di Dario Fo, ma si snoda prima di tutto da un punto di partenza molto semplice: una donna che mette in scena, da sola,
Mistero Buffo. La mia rielaborazione parte quindi da una sensibilità femminile, che non esclude il lavoro del Maestro ma ha, per forza di cose, una direzione espressiva totalmente differente.

Diversi sono inoltre i tempi in cui ci muoviamo e il contesto sociale del nostro presente: con questo Mistero Buffo parto dall’esigenza di condividere una riflessione attuale su alcune dinamiche che ancora oggi caratterizzano la nostra società. Soprattutto vorrei capire come la questione del potere, dell’arroganza, dell’ingiustizia sociale, tutt’altro che risolta e appartenente al passato, ancora oggi possa risuonare attraverso un materiale scritto alla fine degli anni Sessanta e attraverso delle storie che sono alla base della nostra cultura, e non solo, da secoli.

Ho scelto, infatti, il filo rosso della Sacra Famiglia, mettendo in campo due differenti momenti della vita di Gesù: Gesù bambino e Gesù adulto, accompagnato ovviamente dalla presenza, indubbiamente importante, di sua madre, Maria di Nazareth: personaggi che ci sono familiari e che conosciamo, qualsiasi sia il nostro rapporto con la religione. Lo spettacolo si compone di linguaggi differenti: si parte dai dialetti del nord Italia (soprattutto lombardo, veneto, friulano) ma con una rielaborazione libera che lascia spazio all’espressività e soprattutto al messaggio emotivo, fino ad arrivare al sardo, una lingua completamente diversa che dà nuova vita alla giullarata, una lingua dai suoni atavici, primitivi, che si prestano ottimamente a raccontare storie antiche come queste.

Il primo miracolo di Gesù Bambino vede la Sacra Famiglia costretta ad emigrare a Jaffa e ad adattarsi e ambientarsi in una città nuova.
Mentre Giuseppe e Maria cercano un lavoro per mantenere la famiglia, il bambin Gesù cerca di fare amicizia con i bambini della città, dimostrandosi simpatico e affabile finché qualcuno non lo fa arrabbiare…Maria sotto la croce è la storia di Maria di Nazareth che sale al Golgota da Gesù, crocifisso: una madre che vede morire un figlio, ingiustamente torturato ed ucciso per aver predicato un messaggio di pace e fratellanza. In questa Maria
popolana, lontana dall’iconografia tradizionale, prevale l’istinto primario di salvare il proprio figlio dalla morte; ma non c’è modo di opporsi al destino di Gesù, venuto sulla Terra per sacrificarsi.

 

Perchè Mistero buffo ?

Il teatro oggi ha un’esigenza, un imperativo: riprendere contatto con le persone, incontrarle, parlar loro direttamente.
I giullari, i commedianti dell’arte, spinti dalla fame e dall’urgenza di fare del Teatro un mestiere oltre che uno stile di vita, in un mondo frammentato e dove le lingue diverse ostacolavano la comunicazione fra i popoli, per parlare con le varie comunità e per farsi capire da tutti si dovettero ingegnare e dovettero inventare nuove modalità espressive.

Dario Fo e Franca Rame, alla fine degli anni ’60, hanno recuperato questo slancio energetico e vitale: le giullarate di Mistero Buffo annullano la distanza tra l’attore e lo spettatore, scavalcano le differenze linguistiche, portano a tutti messaggi urgenti e importanti. Hanno creato giullarate che parlano di lavoro, di fame, di potere, di comunicazione, di ribellione: tutti temi universalmente validi, oggi come ieri, qui come altrove.

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